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vuoti emozionali

Vettriano1446.jpg

(Jack Vettriano) 

 

Niente di nuovo sotto il sole, i giorni si trascinano lenti, tutti uguali a se stessi.

Ripetitiva mi ripeto che stanca del nulla, nulla più mi aspetto dal nulla,

preferisco, ora come ora, il nulla al peggio.

poison beach

Da anni armai trascorriamo le nostre vacanze estive sempre nella stessa località e sempre nello stesso stabilimento balneare.

Non è un granché, ma la scelta diventa obbligata quando si devono far quadrare i conti a fine mese ed andando a Marina abbiamo il privilegio di non dover pagare l’affitto.

Il bagno Stella Beach è uno dei più piccoli della zona. Inizialmente aveva solo due file parallele di ombrelloni, dei quali non se ne trovava nemmeno uno che avesse le stecche dritte e le sdraio si rompevano appena ti sedevi almeno una volta al giorno però c’era un sacco di spazio, il bagnino non c’era quasi mai e vigeva l’anarchia; e per una come me, chè è fricchettona nell’anima, devo dire che si stava davvero bene.

I bambini scorazzavano sereni per la spiaggia senza correre pericoli e senza che nessuno brontolasse eccessivamente per le secchiate di sabbia che ogni tanto volavano per aria.

Adesso i tempi sono cambiati ed anche la gestione. Le file da due sono diventate quattro,  i lettini hanno preso il posto delle sdraio e gli ombrelloni che prima erano bucati adesso hanno il logo del locale.

Eccetto pochi nuovi avventori recenti,  i frequentatori, invece, sono rimasti più o meno gli stessi.

Ad un primo sguardo sembra di avere la sensazione di trovarsi a far parte di una grande famiglia allargata.

Sotto un certo punto di vista potrebbe sembrare bello, ma dopo i primi cinque giorni di vacanza la bella sensazione di prima si tramuta in un senso di soffocamento. Diventa un’impresa ardua anche il semplice parlare al cellulare senza far sapere i cazzi tuoi al vicino di ombrellone che nel frattempo ti sta contando anche i peli del culo.

Il primo giorno di vacanza alla Stella Beach è un po’ come il primo giorno di scuola.

Sono pronta. Scudi di protezione al massimo livello. Stavolta non mi fregano.

Copricostume nero, occhiali da sole neri, ipod volume massimo. Un vero peccato non poter indossare i miei adorati anfibi…

Stessa spiaggia stesso mare. Stesse persone e stessi pettegolezzi che si trascinano lenti con il trascorrere degli anni sempre uguali a se stessi.

Penso al film Parenti serpenti.

Nel frattempo cerco di non fare troppo rumore con le infradito sul pavimento in legno all’entrata del bar dello stabilimento e poter quindi passare inosservata.

Supero l’angolo del bar, vai, andata!, sono quasi in spiaggia.

Mentre tiro un sospiro di sollievo sento afferrare il mio braccio sinistro da dietro.

Lo sapevo. Merda!

“Alloraa, ma sei sorda??!” Eccola. Nina voce strascicata a tratti stridula e tipico accento del nord, capello corto messo in piega con un quintale di gel tanto che stasera alle 20.30 le ciocche di capelli non si saranno spostate di un millimetro da dove sono adesso. Cazzo ma esistono ancora parrucchiere del genere?!!.

“Scusami … il lettore mp3…” Quasi sottovoce.

“Alloraa! Ma come stai??! Ti trovo un pò sciupata quest’anno però eh?!” Mentre parla gli occhi piccoli e veloci passano al vaglio il mio corpo dalla punta dei capelli alle unghie dei piedi, sta facendo il calcolo mentale a quanto potrà essere variato il mio peso, altri cinque minuti e potrebbe calcolare il mio BMI…Tomografia Assiale Umana…

“Mhhh…no…non direi…mi sento bene…” Mi guardo intorno…

“E allora! E dimmi, e com’è andato quest’ultimo anno scolastico a tuo figlio? Èh? Conoscendolo non avrà di certo avuto problemi! …Eh??” Mi scruta a 5 centimetri dalla mia faccia.

“Mah…insomma….” Ale, dove cazzo sei quando c’è bisogno di te?!

“Ahh, ma anche il mio Pietro sai??!! Figurati che è stato promosso con 9 in matematica!”

“Ehh no.... Il mio no.... Lui in matematica ha preso 12!."  Le labbra sottili di Nina si assottigliano per quanto sia ancora possibile.

Riprendo il mio tragitto.

Sorrido, almeno fino a domani mattina verrò lasciata in pace….

 

veleno from Wellness

La palestra è diventata la mia seconda casa. Lo ammetto, ne sono dipendente.
Se non mi muovo per più di una settimana precipito in crisi di astinenza da rilascio endorfinico.
Mi ci sono avvicinata tardi a questo mondo, memore di precedenti esperienze dove vi trovavo molti soggetti che sembravano usciti dal video Physical di Olivia Newton John.
Non che tipi del genere siano scomparsi del tutto, ma oggi, io credo ci sia nella società una consapevolezza diversa riguardo ai benefici effetti dell’esercizio fisico sulla persona.
Con la certezza che se volevo attestare il mio peso attorno alla normalità dovevo fare movimento tutti i giorni, qualche anno fa mi iscrissi alla Virtus.
Un bel posto, di nuova costruzione. Sala aerobica e pesi con le ultime novità technogym, piscina ed ampio centro benessere che comprende sauna, bagno turco e zona relax dalle luci soffuse a fibre ottiche, centro estetico con solarium.
Il prezzo dell’abbonamento più che conveniente per i servizi offerti fu una bella spinta ad iscrivermi anche quello.
Decisi, per comodità, di frequentare i corsi tenuti al mattino, pensando anche che fossero meno affollati rispetto a quelli della pausa pranzo e della sera. Avrei dovuto ricredermi...
Al mattino c’è tutta una tipologia particolare di frequentatori, non senza esagerare, oserei dire una casta a parte.
Quasi tutte donne. I pochi uomini sono in larga misura pensionati. Solo un paio di loro miei coetanei, che facendo lavori dove si effettuano turni possono variare i tempi dei propri allenamenti.
Le donne, a loro volta, si suddividono in due fasce d’età. Una che si attesta intorno a quella dei trenta/quaranta e l’altra, quella delle sessantenni. La più pittoresca.
A loro volta i frequentatori mattutini si possono dividere in ulteriori due tipologie: quella di chi frequenta per fare un buon allenamento e quella di chi pensa di passare un paio d’ore per fare quattro chiacchiere come al bar. Io le chiamo quelle “speciali”.
Si va dalla trentenne anoressica che ti dice mammamia guarda qui che pancia che ho e si sfianca sullo stepper per ben due ore consecutive, fino ad arrivare alla sessantacinquenne, che non accorgendosi del tempo che passa, ti arriva alle nove del mattino con autoreggenti in pizzo, perizoma infilato nel culo (che nel frattempo, avvizzito, le arriva a metà coscia), capello cotonato ed orecchino in stile lampadario murano tanto da fare concorrenza ad un carro del carnevale di Viareggio.
In mezzo a tutto ciò ci stanno i “normali”.
Ecco, in questo caso, io credo sia una delle rare occasioni in cui credo di farne parte. Ho sempre desiderato, fin da piccola, sentirmi “normale”.
Questa categoria,quella dei normali,  in questo caso è composta da chi combatte contro la bilancia da anni, da chi deve fare esercizio per non avere ancora più dolore, da chi ha voglia di farsi una bella sudata sfogandosi a tempo di musica magari tirando calci e pugni, da chi arriva trafelato all’ultimo minuto senza aver prima sostato quaranta minuti davanti allo specchio e magari ha staccato il turno da un’ora e che nel frattempo ce l’ha anche fatta a lasciare i bambini a scuola in orario.
Normali Vs Speciali. Inizia il match.
Dopo i primi minuti di riscaldamento e musica battente, accompagnate dalle ultime battute scherzose partite già in spogliatoio riguardanti le varie attività notturne intraprese; che sia in piscina oppure in sala, le “normali” iniziano a caricarsi e cominciano a dare tutto di se, fregandosene delle prime gocce di sudore che impregnano la maglietta.
E qui ci cascò l’asino… Arrivano i primi problemi delle “speciali” che, in piscina, tenendo fuori dalla cuffia la frangetta dei capelli altrimenti la messa in piega del giorno prima si rovina, iniziano ad avere problemi a muoversi come le altre creando un leggero intoppo alla lezione di acquagym.
Le lezioni di Spinning ad esempio non è che vadano molto meglio.Succede che dopo i primi cinque sei minuti di riscaldamento si inizia a stringere e si parte con jump o salite, la “speciali” iniziano a guardarsi l’un l’altra, meravigliate si accorgono che anche loro sono rosse in viso come gli altri, anzi, paonazze, si rendono conto che nessuno chiacchiera e soprattutto iniziano ad avvertire quel dolore alle gambe dovuto allo sforzo. Sono spaesate.
Oddio, e adesso? Qui mi si rovina il look! Ma qui sono pazzi! Allora scendono dalla bici, si scusano tanto, ma non fa proprio per loro  (cazzo ma quando ti hanno fatto fare le lezioni di prova, ma dov’eri??) dopodiché non le rivedi più per i prossimi quattro giorni.
Le “normali” nel frattempo hanno imparato a non farsi rallentare da questi e venti, e perché no, siamo onesti, sadiche e stronze ci facciamo una gran quantità di risate.

 

grazie

 

 

Complimenti e Premi

mi hanno sempre fatta sentire un po’ a disagio

Ma un ringraziamento è doveroso:

GRAZIE

a

Maurizio

Claudia

Barbara

time time time

Rincorro

il mio tempo:

non trovo

cosa cerco

e non arrivo

a cosa trovo.

Mi perdo nel sogno

di un momento,

nell'illusione

di un tormento

ed ancora non rincorro

che il mio tempo.

 

Tiziana Iaccarino

c'è tempo

via.jpg

… Io dico che c’era un tempo sognato

 che bisognava sognare

sounds

 

tattoo.jpg

 
Non ho rimedi, nè codici
sento che sussurrano voci e mi chiedo
dove vado e dove posso entrare
io te il richiamo
il suono il battito l'odore
la parola la luce
il buio il sospiro il sibilo lontano
il miracolo eterno del ritornare
del rimbalzo della tua voce
della mia, lontana e vicina
del cuore che impazzisce all'eco dei suoni.
 
Monica Maggi
(La mia pelle è un cifrario)

Le pantomime

Fin da adesso premetto che non faccio molta attenzione alla punteggiatura, che è quindi da interpretare a pieno piacimento del lettore, il quale viene anche messo a conoscenza che posseggo una tastiera che spesso se ne va per i fatti propri,
premesso che ogni riferimento a fatti, persone o luoghi è puramente casuale e
premesso che sono consapevole che tutto quello che scriverò potrà essere usato (prima di essere attentamente vagliato, soppesato, sottolineato, virgolettato e giudicato) contro di me nel sancta sanctorum del tribunale dei bloggari (e bloggari lo siamo tutti regà, dal primo all'ultimo nessuno escluso) del Web.
Premesso tutto ciò la mia testolina non pensante piena di superalcolici, caffè e nulla più
è giunta alla conclusione che prima di parlare bisognerebbe sciacquarsi tutti la bocca,
come disse quello che chi è senza peccato scagli la prima pietra. E mi ci metto pure io.
La colpa morì fanciulla se si segue l'aire dei proverbi...Non ci sono colpe, come non ci sono nè vincitori nè vinti.
Ribadisco il concetto che nel mio blog io posto quello che mi pare perchè facendolo non invado l'altrui spazio e l'altrui libertà.
E' piuttosto ricca e variegata la fauna del web,
nel mio peregrinare mi è capitato di incontrarne diverse tipologie:
si va da quelli che pensano fermamente, e lo scrivono anche, che odiano il giudizio e mai si permettono di giudicare e che poi invece alla prima occasione in un commento è proprio ciò che fanno, anzi, ci fanno pure dei post, chiaramente mascherando il  tutto il più delle volte con bellissimi esercizi di stile.Ma questi sono fatti loro, il post sta nel loro blog, basta non leggere...
Ci sono quelli che preferiscono comunicare il proprio sentire attraverso immagini e musiche (io lo faccio spesso, mi piace!) èh, uno ti può dire, e allora? che c'è di male?..mica vero, le canzoncine non possono accontentare i gusti altrui, e le immagini che magari a te che le posti sembrano piuttosto innocue e ci vedi davvero te in quella foto, succede invece che dalla parte di là del video possono risultare macabre e quindi urtare la sensibilità del bambino di 4 anni che a casa è seduto in braccio alla mamma mentre lei chatta per i cazzi suoi...
Io non li so fare gli esercizi di stile, non sono diplomatica ed Il moccolo ce l'ho nel sangue.
Non cerco conferme nè fidanchatti, se mi riesce spero, al massimo, di trovare qualche risposta...e voglio credere che ci siano ancora persone in giro che sono in grado di darmele le risposte. Se questo non piace basta clikkare sulla X rossa qui in alto.
Poi ci sono quelli che dicono dicono predicano predicano scrivono un sacco, studiano tutta la notte su un argomento da postare e alla fine non dicono nulla.
Poi ci sono quelli come me, che il web lo vivono come evasione, come forma di cazzeggio, dal quale cazzeggio talune volte ne può anche uscire un argomento serio...e invece no! èhh, troppo facile, il cazzeggio non va bene, qui trattasi di cosa per gente seria! mica si scherza!
Come poi ci sono quelli che facendo la ramanzina dicono vivete fuori! c'è una vita la fuori, voi ce l'avete una vita??! ecco, magari se si va a vedere fino in fondo sono proprio questi che vivono solo e soltanto qui e pieni della loro boria intanto la paternale però te l'hanno fatta lostesso.
Poi trovi quelli che ti dicono dopo nemmeno sapere di preciso come ti chiami che ti vogliono un sacco di bene, ma proprio tanto e tu sei suo amico!, e tu ti domandi, ma, amico di chi?? ma chi lo conosce questo? e vai in panico perchè poi ti scrive nei messaggi ti voglio tanto bene! e tu ti domandi e mò? cazzo rispondo se non lo conosco nemmeno?
Poi ci sono quelli che non sai mai se ci sono e se ci fanno, in realtà i più furbi alla fine perchè stanno sempre dietro e come le tre scimmiette, non vedo non sento e non parlo e se c'ero dormivo.
Su quelli della trombata virtuale mordi e fuggi del tipo ciao da dove dgt come ti chiami ho la cam fammi vedere le tette,
ecco,  su questi stenderei un velo pietoso ed un calcio in culo.

Io faccio parte degli imperfetti, e voi?